Paolo Galluzzi ha avuto un ruolo fondamentale nella concezione e nella costruzione del portale Scienza dell’Ecosistema digitale della Cultura della Regione Toscana. Come suo primo referente scientifico, ne ha delineato l’architettura e, con il rigore e l’ampiezza di sguardo che lo hanno sempre contraddistinto, ne ha individuato i principali nuclei tematici, dando forma a un progetto che porta ancora oggi l'impronta del suo pensiero.
È stato uno dei massimi studiosi dell’opera di Galileo e Leonardo e ha lasciato una traccia indelebile nella formazione di generazioni di storici della scienza, in Italia e all’estero. Per quarant’anni alla guida del Museo Galileo. Istituto e Museo di Storia della Scienza, ha rinnovato le pratiche di conservazione e valorizzazione delle collezioni scientifiche, promuovendo il confronto con importanti istituzioni museali internazionali. Alla profondità della ricerca storica univa una straordinaria lungimiranza nel riconoscere le possibilità offerte dalle tecnologie informatiche e dal digitale, in cui vedeva strumenti in grado di ricostruire e rendere visibile la trama delle relazioni, anche interdisciplinari, tra persone, istituzioni, luoghi e saperi, tra le grandi figure della scienza e i contesti nei quali avevano operato.
Uno degli aspetti più fecondi del lascito di Paolo Galluzzi risiede nell’aver considerato il patrimonio storico-scientifico non soltanto come testimonianza del passato ma come risorsa per il presente. In questo senso, rileggere la Toscana attraverso la scienza permette di riportare alla luce dimensioni della sua identità in larga parte trascurate, protagonisti, esperienze e luoghi meno noti, e di comprendere quanto la produzione e la circolazione dei saperi abbiano modellato il territorio in cui viviamo. I percorsi tematici e le risorse digitali del portale Scienza conservano il segno di quella visione iniziale, che abbiamo sviluppato nel corso degli anni.
Lavorare con lui è stato per me un privilegio: ho conosciuto da vicino la vivacità intellettuale con cui affrontava ogni nuova iniziativa, ponderandone attentamente potenzialità e criticità, e la capacità di unire l’accuratezza dell’indagine storica alla progettazione di forme originali di narrazione, attingendo spesso al dialogo tra arte e scienza.
Un’eredità, la sua, che continua anche a ispirare nuovi modi di studiare e raccontare la Toscana della scienza. Di questo, e della generosità con cui ha condiviso conoscenze, metodi e prospettive di ricerca, gli sono profondamente grata.
Natacha Fabbri
Responsabile di progetti di ricerca e divulgazione presso il Museo Galileo di Firenze
e referente scientifica del portale “Scienza” per l’Ecosistema digitale della cultura della Regione Toscana.