Dal 31 maggio al 30 agosto 2026, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ospita Verita Monselles. CARNALE, mostra dedicata all’opera radicale e visionaria dell’artista e fotografa Verita Monselles.
Il progetto, prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata all’artista, è curato da Alessandra Acocella, Michele Bertolino e Monica Gallai, con allestimento di Giuseppe Ricupero. Le opere esposte provengono dall’Archivio Fotografico Toscano, Fondo Verita Monselles.
L’esposizione offre una nuova lettura del lavoro di Monselles, mettendo in relazione le diverse anime della sua produzione: dalla fotografia di ricerca alla moda, dalla pubblicità alla sperimentazione video. Nata a Buenos Aires nel 1929 e cresciuta a Firenze, Monselles ha sviluppato un linguaggio visivo originale, capace di intrecciare riflessione femminista, corpo, desiderio e critica agli stereotipi di genere.
Fin dalle prime opere, l’artista interviene con ironia sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa, decostruendone codici e significati. Manichini, animali impagliati, gabbie, oggetti devozionali e scenografie costruite diventano strumenti per mettere in discussione ruoli, convenzioni e dinamiche di potere.
Il corpo femminile è al centro della sua ricerca: non semplice oggetto dello sguardo, ma soggetto attivo, consapevole, capace di affermare la propria identità e il proprio desiderio. Le sue immagini, spesso pop, sensuali e volutamente kitsch, rileggono i generi del ritratto, del nudo e della natura morta, restituendo una visione personale e radicale della condizione femminile.
Attraverso un percorso non cronologico, la mostra accosta opere di denuncia femminista, fotografie legate alla moda, elementi teatrali e sperimentazioni video, evidenziando la continuità e l’attualità della ricerca di Monselles. Dai lavori iconici degli anni Settanta, come Ecce Homo e Paolina Borghese come Venere Contestatrice, fino a esperienze meno note come il video Rosematic, CARNALE restituisce la ricchezza di un percorso autonomo e spesso non compreso dai contemporanei.
A vent’anni dall’ultima personale dedicata all’artista, la mostra riporta all’attenzione del pubblico una voce ironica, sentimentale e profondamente politica, capace di confrontare le istanze femministe con i linguaggi della moda, della pubblicità e dell’immaginario collettivo.
Un’occasione per riscoprire un’artista che ha saputo interrogare il corpo, l’identità di genere e il desiderio, offrendo uno sguardo ancora oggi sorprendentemente attuale.
Inaugurazione
Sabato 30 maggio 2026, ore 18.00–21.00
presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato
Informazioni sulla mostra
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Viale della Repubblica 277 - Prato
+39 0574 5317
info@centropecci.it